Ambiente riciclo eps
Ambiente

Riciclo EPS

Riciclo EPS

Tecnologia a sostegno dell'ambiente

de.com si è specializzata nel riciclo dell'EPS installando una linea apposita dedicata al recupero del polistirene in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell'Università del Sannio e della Seconda Università di Napoli.

L'EPS è un polimero riciclabile al 100%, perciò viene riciclato in grandi quantità sia in fase di pre-consumo (gli scarti di produzione) che in fase di post utilizzo (a seguito della demolizione oppure dello smaltimento di manufatti che hanno concluso il loro ciclo di vita). La raccolta, il riciclo e il riutilizzo dell'EPS sono regolati in Europa da una normativa molto rigorosa e stringente.

In Italia l'intero processo è coordinato dal consorzio Co.Re.Pla.

Normativa di riferimento

Grazie agli sforzi congiunti di Aipe, di cui de.com è membro, e di Co.Re.Pla, in Italia è nata una capillare rete per il recupero e il riciclo dell'EPS da imballo. La gran parte degli scarti di EPS giunti a fine vita provengono dagli imballaggi, cioè dal packaging industriale, alimentare, orto-floro-vivaistico.

Il riciclo dell'EPS avviene nel rispetto di tutte le norme vigenti, in particolare:

  • UNI 10667-1: "Materie plastiche di riciclo - Generalità";
  • UNI 10667-12: "Materie plastiche di riciclo - Polistirene espanso proveniente da residui industriali e/o da post-consumo destinato ad impieghi diversi – Requisiti e metodi di prova";
  • UNI 10667-14: "Materie plastiche di riciclo - Miscele di materiali polimerici di riciclo e di altri materiali a base cellulosica di riciclo da utilizzarsi come aggregati nelle malte cementizie - Requisiti e metodi di prova"

Le tre normative sono state recepite nella legislazione nazionale attraverso il Decreto Ministeriale 5 febbraio 1998 n.22, il DM 5 aprile 2006 n.186 e il D.Lgs 3 aprile 2006 n.152.

Le fasi di riciclo

Per il Sud Italia, il consorzio Co.Re.Pla ha organizzato il processo di riciclo dell'EPS in tre fasi:

  • definizione delle Aree di Primo Conferimento (APC);
  • comunicazione agli utilizzatori degli imballi (agricoltori, vivaisti, mercati del pesce, artigiani, industrie, etc) dell'esistenza delle APC;
  • trasferimento del materiale dalle APC alle aree di trattamento ubicate a Messina, Brindisi e Caserta. Il materiale viene gestito da Rete Abile con un impianto di lavaggio/pulitura, frantumazione e compattazione.

I due possibili utilizzi del materiale trattato in questi impianti è sintetizzato dai due tipi di dichiarazione che possono accompagnare il prodotto riciclato:

  • dichiarazione di MPS (materia prima seconda) secondo quanto previsto dal Decreto 152 e dalla norma UNI 10667 che individua il materiale da conferire ad un impianto rigranulatore;
  • dichiarazione di rifiuto (non MPS) per la produzione di CDR (combustibile da rifiuti) che identifica invece il materiale destinato alla termovalorizzazione 

de.com ricicla abitualmente consistenti quantità di imballi industriali, secondo le modalità e per le finalità sopra indicate.

Nel recupero del polistirene espanso sinterizzato, l'esigenza prima è quella di massimizzare la frazione di riciclato senza ridurne la qualità. Perciò de.com utilizza un efficiente processo di recupero di tipo meccanico grazie al quale la macromolecola del polistirene non subisce alcuna degradazione chimica.

Attraverso una sequenza di processi per la macinazione, frantumazione e compattazione, l'EPS viene recuperato per essere nuovamente immesso nel ciclo produttivo. Nell'impianto di riciclo dell'EPS allestito presso de.com, la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica sono messe al servizio dell'ecologia e della sostenibilità ambientale.

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Certificazioni

  • Associazione Italiana Polistirene Espanso
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