Cassero Muro Plastbau 3

Progettazione statica

Con il cassero muro Plastbau® 3 si creano delle pareti portanti in conformità alle nuove disposizioni introdotte dalle norme NTC 2008.

Una parete portante realizzata con il sistema costruttivo cassero muro Plastbau® 3, in generale si può definire come struttura a pareti estese debolmente armate se soddisfa i requisiti della definizione contenuta nella sezione 7.4.3.1 del DM 14-01-2008.

Per questa tipologia strutturale le indicazioni delle NTC2008 non sono sempre esaurienti e vanno completate con alcuni chiarimenti dell’Eurocodice 8 e opportune considerazioni basate sulla conoscenza dello specifico comportamento strutturale.

Progettazione strutturale secondo le NTC 2008

I requisiti e le prescrizioni per la progettazione di strutture a pareti portanti in zona sismica sono descritti nel capitolo 7 della norma.

Di seguito vengono richiamate alcune parti delle NTC2008 relative alla progettazione di pareti portanti in C.A. gettate in opera facendo particolare riferimento alle pareti estese debolmente armate, alla cui tipologia appartiene il muro Plastbau® 3.

In primo luogo la definizione delle tipologie strutturali, tra cui le pareti, compare nel paragrafo 7.4.3.1:

Nota: Le parti di seguito riportate sono stralci della normativa DM 14 gennaio 2008.

7.4.3.1 Tipologie strutturali

Le strutture sismo-resistenti in cemento armato previste dalle presenti norme possono essere classificate nelle seguenti tipologie:

  • strutture a telaio, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali è affidata principalmente a telai spaziali, aventi resistenza a taglio alla base _65% della resistenza a taglio totale;
  • strutture a pareti, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali è affidata principalmente a pareti, singole o accoppiate, aventi resistenza a taglio alla base _65% della resistenza a taglio totale;

....Una struttura a pareti è da considerarsi come struttura a pareti estese debolmente armate se, nella direzione orizzontale d’interesse, essa ha un periodo fondamentale, calcolato nell’ipotesi di assenza di rotazioni alla base, non superiore a TC, e comprende almeno due pareti con una dimensione orizzontale non inferiore al minimo tra 4,0m ed i 2/3 della loro altezza, che nella situazione sismica portano insieme almeno il 20% del carico gravitazionale. Se una struttura non è classificata come struttura a pareti estese debolmente armate, tutte le sue pareti devono essere progettate come duttili.

(normativa DM 14 gennaio 2008)

Si osserva che la normativa introduce la tipologia strutturale di pareti debolmente armate (definizione in grassetto), sottolineando in questo modo la necessità di distinguerne la prestazione da quella delle strutture a pareti. La definizione evidenzia alcune caratteristiche fondamentali sia delle pareti debolmente armate sia dell’edificio di cui fanno parte:

  • la struttura dell’edificio risulta complessivamente rigida e quindi caratterizzata da un periodo che non supera quello limite del tratto orizzontale dello spettro (Tc);
  • le pareti hanno una certa estensione in lunghezza (almeno 4m);
  • nella direzione in cui si sta considerando la tipologia strutturale ci sono almeno due pareti debolmente armate che insieme portano almeno il 20% del carico verticale nella condizione sismica;
  • le pareti di questo tipo possono non essere progettate come duttili, cioè non si applicano i dettagli costruttivi successivamente indicati dalla normativa per le pareti e finalizzati a conferire una duttilità adeguata a sviluppare il fattore di struttura corrispondente.

Si deve comunque sottolineare che l’Eurocodice 8 fornisce ulteriori precisazioni circa le pareti debolmente armate specificando che la loro prestazione sismica non prevede una dissipazione di energia mediante plasticizzazione flessionale alla base.

I metodi di analisi sono indicati nel paragrafo 7.3.1 della N.T.C.2008, nel quale è calcolato anche il valore del fattore di struttura q da utilizzare per ciascuna direzione della azione sismica orizzontale nel calcolo delle azioni allo Stato limite ultimo.

Il Calcestruzzo

Il getto del calcestruzzo di riempimento può essere fatto con la benna, con pompe di vario genere, o ancora con nastri trasportatori.

La portata del getto non deve superare gli 8-10m3/h e il getto stesso deve essere orientato nel centro verticale del pannello.

La fluidità del calcestruzzo dovrà corrispondere ad uno slump S4, con una curva granulometrica in cui gli inerti più grossi non eccedano il diametro max. di 15-18 mm. Il getto del conglomerato non deve essere compiuto in una sola volta per l’intera altezza del cassero, ma per gradi. Procedendo avanti e indietro e posando nei casseri delle strisce di getto alte circa 60cm, fino a raggiungere un’ altezza, all’interno del cassero, inferiore di 10-15cm. rispetto al bordo superiore misurato sul lato interno (generalmente il più corto).

Tuttavia, a seconda dell’abitudine operativa, il getto può arrivare tranquillamente al filo della lastra interna; resterà comunque lo spazio per il cordolo del solaio orizzontale, protetto ed isolato dalla veletta esterna. Durante la fase di getto si può compattare il calcestruzzo usando vibratori ad immersione, con l’avvertenza di non toccare le armature.

Ma sarebbe preferibile, contemporaneamente al getto, battere contro il cassero con un martello in gomma in più punti e a salire, frapponendo fra il cassero e il martello una assicella di legno per non rovinare la superficie del cassero percossa. L’assicella servirà anche a migliorare la distribuzione sulla superficie del cassero delle vibrazioni prodotte dalle martellature.

È consigliato l’impiego di un calcestruzzo avente Rck≥ 250 Kg/m2 (25 N/mm2). In ogni caso è sempre il progettista a prescrivere la classe di conglomerato caratteristica a 28 gg., in funzione dell’impiego statico previsto. A questo proposito va sottolineato che le prove fatte dalla ”Portland Cement Association” dimostrano che il calcestruzzo maturato in ambiente umido per tutto il tempo necessario, come nel caso dei casseri muro Plastbau® 3 raggiunge una resistenza alla compressione superiore del 50% e anche più rispetto al calcestruzzo scasserato dopo soli 3 gg.

Principali prestazioni del calcestruzzo (Classe di esposizione XC4)

  • Classe di Esposizione XC4 - rapporto a/c ≤ 0,63;
  • Resistenza meccanica a compressione: si consiglia RcK≥ 250 Kg/m2 (25N/mm²);
  • Lavorabilità (classe di consistenza): S4;
  • Diametro massimo dell’inerte: 15–18 mm.

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